di Angelo Agrippa - Corriere del Mezzogiorno
Un po’ ammessa, un po’ smentita la parentela di Luigi de Magistris con l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino. Il sindaco di Napoli lo ha sussurrato nell’intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera, per poi smentire, su twitter: «Paolo Cirino Pomicino non è mio cugino e non lo frequento, contrariamente a quanto è stato diffuso».
Pomicino, ma allora: siete parenti o no? «Lui è il nipote acquisito di mio fratello Bruno, scomparso tanti anni fa. Mia cognata, Cenzina de Magistris, è la sorella gemella del padre del sindaco di Napoli, di cui io sono stato amico di infanzia e di giochi. Così come ho conosciuto i nonni di Luigi. Mio fratello Bruno e la moglie si conobbero ai tempi del liceo. La mia ex moglie è amica della mamma di Luigi. Eravamo tutti di Materdei».
Ma lei e de Magistris non vi siete mai frequentati?
«Io lo ricordo da piccolino, poi non l’ho più rivisto. Ma nei confronti di tutta la famiglia de Magistris ho sempre conservato un grande e profondo affetto. Così con Cenzina, che vive a Roma parliamo di tutto, ma evitiamo i temi politici e di parlare di suo nipote. Sappiamo entrambi di pensarla diversamente».
E ora?
«Ora ho rivisto Luigi qualche mese fa. Da presidente della Tangenziale di Napoli. Con Logica abbiamo proposto a Comune, Provincia e Regione un’ipotesi di riassetto del trasporto su gomma a trasferimento veloce con interconnessioni con il trasporto su ferro. Un lavoro che ho inteso come atto d’amore per Napoli».
Invece?
«Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. La Regione Campania ha valutato positivamente la nostra ipotesi di studio che, tuttavia, andrebbe integrata con i Grandi progetti. Ma dal Comune neanche una risposta di bocciatura. So bene che sei mesi di amministrazione sono pochi, ma il problema è che non si intravede neanche la prima luce dell’alba».
In che senso?
«Nel senso che Monti in diciassette giorni ha fatto un governo e messo in sicurezza i conti dello Stato. De Magistris in sei mesi stenta a trovare persino una strada per affrontare e avviare a soluzione i problemi che attanagliano Napoli. Ho sentito dire che avrebbe in mente di dismettere il patrimonio immobiliare del Comune, ma, nei fatti, non mi risulta nulla di tutto questo. Spinge per le Unioni civili, le assemblee di popolo. Intanto, la Coppa America è a rischio. E le navi cariche di rifiuti che dovevano partire a fine settembre, credo che non siano neanche arrivate nel porto di Napoli».
Da lontano parente, vuole approfittare per un consiglio?
«Meno clamore, meno propaganda, e più concretezza L’Italia e Napoli dovrebbero trovare una classe dirigente più operosa e meno ciarliera».
Ha voglia di telefonargli direttamente, di dirlo direttamente al sindaco de Magistris?
«Non ho titoli per farlo. Né voglia».
Fonte: Cormez 10 dicembre 2011
