L'assessore Di Nocera replica sul sito di Napoli Punto a capo alle critiche sulla manifestazione Cinema a sdraio. E l'imbarazzo cresce
di Norberto Gallo (Napolionline.org) – Alla fine l’interpretazione autentica dell’assessore Di Nocera sui costi della rassegna “Cinema a sdraio” è arrivata.
La pubblica napolipuntoacapo, il blog dell’omonima associazione dedita a meritevoli compiti di cittadinanza attiva. Dopo un incontro, di cui viene data notizia, l’asessore chiede di pubblicare la sua “versione dei fatti”.
Per chi non ricordasse, l’inziativa in questione era una sei giorni di proiezioni sul lungomare (liberato, of course) di materiale delle Teche Rai, costata 38.500 euro.
A scoprire la delibera di impegno di 40mila euro per la manifestazione, mettendola in relazione con la scarsissima partecipazione alle proiezioni, era stato Ciro Crescentini. Aveva confermato il consigliere Marco Nonno, chiedendo spiegazioni e la cosa era poi finita sul Corriere del Mezzogiorno.
L’assessore aveva risposto (sempre via napolipuntoacapo): «Il cinema a sdraio (questa è una smentita ufficiale) non è costato 40000 euro, ma poco più di 10000 (sarò felice di farvi avere gli atti ufficiali eventualmente da pubblicare)».
Senonché, dopo appena una settimana arrivava la determinazione di spesa: erano stati impegnati 40mila euro di cui effettivamente spesi 38mila e 500. E la considerazione ovvia: l’assessore ha detto una cosa falsa.
Oggi l’assessore torna sulla vicenda e spiega:
Mi permetto di intervenire nuovamente sulla vicenda del “Cinema a sdraio”, a seguito dell’incontro avuto con i responsabili di “Napolipuntoeacapo” nel quale mi è stato chiesto di fornire ulteriori chiarimenti.
Voglio premettere che, al contrario di altri media — anche tra quelli presenti sul web — mi pare che il vostro sito, pur critico nei confronti dell’amministrazione comunale, tenti di mantenere un atteggiamento non pregiudiziale. Pertanto, sarebbe bello che, non io, ma voi stessi, metteste in evidenza che il bilancio dell’iniziativa – come ho avuto modo di illustrarvi durante l’incontro – non può affatto definirsi tecnicamente un flop. Non so in quale momento sia stata scattata la foto che mostrava la platea sguarnita, ma mi permetto di segnalarvi un video che documenta un’ampia partecipazione alle proiezioni (http://multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=3499). A voi le opportune valutazioni.
In ogni caso, sono dell’opinione – spero condivisa – che un amministratore locale abbia il dovere di coniugare l’esigenza di promuovere manifestazioni di sicuro impatto e coinvolgimento del pubblico, insieme ad iniziative culturali a carattere maggiormente sperimentale, come è il caso di “Cinema a sdraio”. Una iniziativa che, come evidenziato su alcuni blog, ma pure sulla carta stampata (si veda il commento di Natascia Festa sul Corriere del Mezzogiorno del 16 agosto 2012), magari hanno bisogno di un po’ di tempo per fare breccia nel pubblico che segue abitualmente (e talvolta “casualmente”) le manifestazioni estive. Tuttavia, un ente locale che vuole seriamente fare promozione culturale non può rinunciare a sollecitare gusti e interessi dei giovani, dei cittadini, delle famiglie, prendendo a pretesto il /problema/ di spendere soldi pubblici perché abdicherebbe a una sua precisa, direi, finalità istituzionale. Sarebbe come pretendere che la Rai debba proporre unicamente trasmissioni con /share/ elevati per evitare di incorrere nelle censure della Corte dei Conti!
Veniamo adesso alla /querelle/ sui costi della manifestazione. Devo necessariamente premettere che il “Cinema a sdraio” — come altre iniziative programmate sul Lungomare — non è stato organizzato dagli uffici dell’assessorato alla Cultura, ma da quelli del Gabinetto del Sindaco. Non si tratta di uno scarico di responsabilità (infatti la delibera di approvazione del progetto recava anche la mia firma, oltre a quella del Sindaco), ma di comprendere la ragione per cui in questa vicenda ho dovuto registrare un deficit informativo. Dopo aver preso gli opportuni contatti con le Teche Rai ed impostato l’idea-progetto, ho partecipato a una riunione preliminare dove era emersa un’ipotesi di budget per l’impianto schermo di 10-15mila euro. Da questo momento, di fatto, non ho più seguito la vicenda. In giunta è stato approvato un budget di quasi 40mila euro, ma — come sa chi ha un minimo di dimestichezza con tali faccende — per questo tipo di manifestazioni talvolta si approva in giunta un budget “di sicurezza” per evitare di ritornarvi nel caso di imprevisti (tra l’altro alla riunione di giunta che ha approvato l’atto ero assente per motivi istituzionali, ma ciò non ha alcun rilievo, né politico né amministrativo).
Evidentemente gli imprevisti o le criticità — che possono essere di natura tecnica, finanziaria, organizzativa — si sono verificate; pertanto, la dirigenza ha affidato la realizzazione dell’iniziativa per una somma di poco inferiore ai 40mila euro (38mila cinquecento, per l’esattezza). La differenza con il budget approvato in giunta in questo caso è minima, ma — lo dico sempre per i non addetti ai lavori — conferma ciò che dicevo: ossia che la Giunta autorizza lo svolgimento della manifestazione e stabilisce il “perimetro” progettuale e finanziario entro cui si deve poi sviluppare l’attività attuativa dei dirigenti. Sicuramente sono stata incauta — non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo — a parlare di numeri, nel caso specifico, non essendo in possesso di tutte le informazioni necessarie.
Trentottomilacinquecento euro sono molti? Pochi? Non sta a me dirlo. Se le procedure fossero state seguite dai miei uffici avrei certamente potuto fornire maggiori dettagli, dato che — come i tecnici dell’assessorato alla Cultura sanno bene — sono ossessionata dal problema del contenimento dei costi e chiedo sempre — nei limiti delle competenze di un assessore –massima attenzione su questo fronte.
L’ossessione deriva dal fatto che in un momento di profonda crisi economica come l’attuale, il Comune deve investire la massima parte delle poche risorse disponibili nei servizi essenziali, laddove cioè il contributo in termini finanziari, umani e creativi della società civile ben difficilmente può arrivare. Compito degli amministratori è realizzare invece il massimo possibile con risorse pubbliche limitate nei settori dove si possono instaurare sinergie con il privato, sociale e non.
Un’ultima considerazione. Ho notato che di questa vicenda si è parlato molto su alcuni blog locali. Prendo atto che qualcuno ritiene di fare “informazione indipendente” attaccando sistematicamente l’Antonella Di Nocera di turno. Un’operazione forse auto-gratificante, ma — mi sia consentito di dire — non particolarmente coraggiosa. Sono gli stessi blog che — come mi è capitato di leggere — di fronte a una semplice e ragionevole richiesta del Sindaco de Magistris al proprietario del Calcio Napoli di arrivare a un accordo sui pagamenti arretrati per l’affitto dello stadio, incitano de Laurentiis a non tenerne conto. Credo che l’informazione indipendente sul web (che in alcuni momenti può assurgere al rango di giornalismo d’inchiesta) può essere invece strumento più formidabile in mano all’opinione pubblica per smascherare i potentati economici, i grandi centri di potere informale quando si fanno beffe dei diritti e degli interessi diffusi dei cittadini. Ma tant’è. Nel mio caso, questa spasmodica attenzione concentrata su Palazzo San Giacomo potrà servire — almeno — come ulteriore stimolo a moltiplicare gli sforzi per migliorare il mio attuale lavoro di amministratrice pubblica.
Antonella Di Nocera
Seonoché, anche questa risposta, lungi dal soddisfare le domande precedenti, suscita altri interrogativi.
In primo luogo, l’assessore dice che, finché lei ha seguito la questione, si era arrivati a prevedere un costo di 10, 15 mila euro al massimo per l’allestimento dello schermo. Considerato che il costo finale di 38.500 euro sembra aver compreso in più soltanto il noleggio delle sedie a sdraio, viene da chiedersi se è possibile che ci sia una differenza di (almeno) 23mila euro per noleggiare qualche centinaio di sedie per sei giorni o cos’altro abbia mai potuto causare un’impennata così vertiginosa della spesa.
E’ in secondo luogo da chiarire cosa si intenda a Palazzo San Giacomo per “servizio essenziale”. L’assessore, infatti, dice (condivisibilmente) “in un momento di profonda crisi economica come l’attuale, il Comune deve investire la massima parte delle poche risorse disponibili nei servizi essenziali”.
Senonché, alla voce “servizi essenziali” pare debba andare iscritta anche la rassegna “Cinema a sdraio”. E in effetti, come messo in rilievo anche qui in una puntata del “Punto” con Francesco Bassini, la delibera è stata autorizzata considerando “essenziale” la manifestazione. Che però, appena pochi righi sopra, lo stesso assessore descrive nella sua risposta come un’ “iniziativa culturale a carattere maggiormente sperimentale”. Ci spiegherebbe l’assessore (con i mezzi che preferirà, magari anche questa volta via napolipuntoacapo) come si può conciliare questa definizione dell’iniziativa con il termine “essenziale”, che in italiano continua a significare pressappoco “di cui non si può fare a meno”?
Infine merita un accenno il lamento di dolore per l’accanimento contro “l’Antonella Di Nocera di turno”. Dimentica la Di Nocera che, in questo turno, lei è l’unico assessore alla cultura del Comune di Napoli. E che per un’iniziativa “maggiormente sperimentale” i contribuenti hanno speso 38.500 euro. Una cifra che intanto, come ha commentato il musicista Daniele Sepe su Facebook, poteva bastare a realizzare una rassegna davvero internazionale. Ma che soprattutto è stata impegnata da un bilancio che proprio in queti giorni è sotto la lente d’ingrandimento degli ispettori del Ministero delle Finanze.
Lasci perdere poi cosa rende interessante l’informazione sul web. Horacio Verbitsky che nel 2001 vinse il premio per la Libertà di Stampa per aver riportato quanto accadeva da cronista non asservito né intimorito dal potere delle dittature in sudamerica, alla domanda cosa sia il giornalismo rispose: “Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda.”
Fonte: Napolionline.org
