L'asilo delle illegalità, tra farneticazioni collettiviste e abusi impuniti

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Ex asilo Filangieri, l'occupazione sostenuta dall'assessore Di Nocera e da parte della Giunta comunale
L'ex asilo Filangieri era stato scelto come sede del Forum delle Culture, finito miserevolmente nelle pastoie di un'amministrazione incapace di organizzare un evento già di per sé di dubbio valore. Oggi è stato trasformato nell'Asilo della conoscenza e della creatività. Il cambio d'uso è avvenuto non per scelta dell'amministrazione comunale, che detiene la proprietà dell'immobile, ma per opera di un collettivo costituito da pseudo artisti e teorici dei beni comuni denominato La Balena, che ha occupato lo stabile dal mese di marzo, trasformandolo nella sede di spettacoli, cene, riflessioni sul mondo delle arti, occasioni di incontro. Il tutto in spregio non solo delle più elementari norme relative all'occupazione di un bene pubblico per finalità privatistiche, senza l'ottenimento di alcuna concessione ufficiale, ma anche violando le norme igienico-sanitarie e del commercio, laddove gli spazi dell'ex asilo si trasformano in luoghi in cui si vendono (e consumano) bevande alcoliche e si organizzano, in taluni casi, cene a pagamento.

Per i rappresentanti del collettivo, essendo lo stabile un bene pubblico, non può che essere occupato dai cittadini. O almeno una parte. Per questo motivo, nel pieno rispetto della democrazia, si sono avocati il diritto di gestire la struttura, stabilendo i programmi degli eventi e scegliendo in piena autonomia chi può vedersi assegnata la sede e chi no. Con un obiettivo ancor più ambizioso, che va oltre la semplice occupazione fisica di uno "spazio dove elaborare un pensiero collettivo", e sfocia nella volontà di "occupare i meccanismi dei finanziamenti pubblici che alimentano la cultura del paese".

IL RUOLO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE - Il giorno dell'occupazione l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Antonella Di Nocera, si precipitò a confrontarsi con gli occupanti. Addirittura la Di Nocera chiese agli stessi occupanti come si sarebbe dovuta relazione con questa realtà di movimenti.  Seguì il pellegrinaggio di altri assessori comunali, tutti disponibili ad ascoltare e a far finta di non vedere che all'ingresso della sala assemblee era stato organizzato alla ben meglio un bar dove acquistare birra alla spina, bevande alcoliche, succhi di frutta, con l'intento di finanziare La Balena. E nulla ha avuto da eccepire al riguardo il Sindaco della legalità e della giustizia, Luigi de Magistris, che a ruota seguì i suoi colleghi di giunta, quando dopo sette giorni pensò bene di incontrare La Balena, non mancando di far sapere che le sue idee coincidevano con le loro, appoggiando "la creazione di un luogo dove i cittadini possano discorrere e pensare insieme sui "massimi sistemi" della cultura, innalzandone la conoscenza e la sensibilità".

DELIBERA DI GIUNTA E NUOVO REGOLAMENTO D’USO – Con un goffo tentativo di sanare l’occupazione, lo scorso 25 maggio la Giunta ha approvato la delibera n.400 avente ad oggetto: “Linee d’indirizzo per la destinazione del Complesso di San Gregorio Armeno, denominato “ex Asilo Filangieri”, a luogo con utilizzo complesso in ambito culturale nonché come luogo di sperimentazione della fruizione, dei processi di elaborazione della democrazia partecipata nell’ambito della cultura, intesa come bene comune e come diritto fondamentale dei cittadini”.

Nella delibera si legge che “gli spazi dell’immobile potranno essere utilizzati secondo le modalità definite da apposito provvedimento gestionale inclusivo di un disciplinare di riferimento, elaborato in maniera condivisa e partecipata” ed ancora che “venga garantita l’accessibilità e la fruizione del bene a cittadini, associazioni, gruppi e fondazioni, nell’ambito della cultura, intesa come bene comune e come diritto fondamentale”.

Per l’assessore ai Beni Comuni e alla democrazia partecipativa,  Alberto Lucarelli, il cambio d’uso dell’ex Asilo Filangieri costituiva un modo per dare corpo ai processi di partecipazione e sperimentazione, per dare opportunità ai giovani talenti, a coloro che non inseriti nei circuiti esistenti, potevano trovare un luogo dove esprimersi. Cosa centri tutto questo con l’apertura di un bar, la vendita di bevande alcoliche e la realizzazione di iniziative gratuite e a pagamento, non è mai stato chiarito. E non ha chiarito nemmeno le modalità di ‘accesso democratico’ alla struttura, limitandosi a voler garantire l’accessibilità e la fruizione diretta del bene da parte della comunità dei lavoratori dell’immateriale.

L’IMBARAZZO DI TUCCILLO – L’assessore al Patrimonio, Bernardo Tuccillo, sollecitato sull’argomento la scorsa estate, ha tenuto a precisare che, pur non essendo la questione di sua competenza, stava affrontando la questione, cercando di disciplinarla. Lo stesso assessore, che era intervenuto sospendendo la permanenza in strutture del Comune di varie associazioni, affermava non senza uno smisurato grado di tolleranza: “abbiamo sollecitato il collettivo La Balena a rispettare quanto disposto dal disciplinare d’uso dell’edificio sugli orari di chiusura e sul tipo di attività realizzate, ammettendo tuttavia che per la somministrazione di alcolici, non vi è nessuna autorizzazione”. Per tutta risposta il collettivo non solo ha continuato ad usare la struttura come fatto fino a quel momento, ma ha pensato bene di costruire un vero e proprio teatro all’interno della struttura. Sempre senza attendere pareri della Sovrintendenza e autorizzazioni che sarebbero state richieste per un qualunque altro soggetto privato intenzionato a realizzare una struttura del genere.

PROGETTO DI VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO DELL’UNESCO – Pensare che l’ex Asilo è stato incluso nel progetto di valorizzazione del Patrimonio Unesco, che prevede la riqualificazione del Centro Storico di Napoli, i cui partner sono la Regione Campania, il Comune e l’Arcidiocesi di Napoli. La cifra stanziata per i lavori di restauro del complesso di San Gregorio Armeno, ammonta a 1.100 mila euro. In che termini questi lavori potranno essere realizzati, non è dato sapere, ma soprattutto non si capisce se i lavori di restauro dovranno riguardare il ripristino della struttura allo stato originario, precedente l’occupazione, o se addirittura ci si dovrà rapportare con gli attuali occupanti per definire gli interventi più utili alla nuova funzione d’uso che questi in totale autonomia hanno deciso di assegnare all’immobile.

PARADOSSO WUF – Sempre nell’ambito di situazioni paradossali, la struttura di vico Maffei è stata la sede del WUF alternativo. Mentre il Comune di Napoli ospitava il World Urban Forum dinanzi a centinaia di delegati provenienti da tutto il mondo, nel centro storico di Napoli si dava vita al Forum Scoiale Urbano autogestito e autorganizzato in diretta contrapposizione con quello ufficiale, definito come “l’ennesima fiera-mercato del futuro delle città in crisi”.

Una vicenda mortificante, ai limiti della farsa. Oggi l’ex Asilo Filangieri, più che l’asilo della creatività e dell’immateriale, si pone come luogo di reati, abusi e soprusi, tollerati colpevolmente da quanti dovrebbero intervenire. L’asilo è divenuto l’ennesimo porto franco, dove le leggi sono sospese. Chi paga la Tarsu?  E le bollette per le utenze? Di Polizia Municipale, Asl, Guardia di Finanza, responsabili sulla sicurezza nessuna traccia. L’oasi delle illegalità continua la sua crescita nell'impunità generale, con la benedizione ‘laica’ di Sindaco e assessori ancora in stato confusionale sulla differenza esistente tra bene comune e bene pubblico.
Paolo Carotenuto
26 ottobre 2012


DOCUMENTI
Determina su uso ex Asilo Filangieri - 9 agosto 2012

Nell'immagine in alto a destra, che riprende il profilo facebook della Balena, si può vedere come si realizzino iniziative a pagamento, dagli aperitivi ai corsi di teatro con una retta mensile di 50€.