Aria avvelenata, Napoli sempre più tossica

Non solo Balduzzi Gli studi tarocchi del vicesindaco Sodano sull'aria pulita di Napoli
Ieri il ministro della Salute, Balduzzi, ha presentato uno studio a dir poco discutibile sulla mancata correlazione dei maggiori casi di tumori registrati nelle province di Caserta e Napoli con lo stato approssimativo dello smaltimento dei rifiuti e i roghi quotidiani che avvelenano l'hinterland napoletano e la Terra di Lavoro. Non era stato da meno alcuni mesi fa il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, allorquando presentò dati sulla salubrità dell'aria particolarmente soddisfacenti. Napoli di colpo si era ritrovata una città pulita, ovviamente "anche grazie alle politiche attente della Giunta Arancione" distintasi per aver chiuso una strada al traffico veicolare, ingolfando peraltro il resto della città.

Lo scorso novembre, in una riunione convocata da Sodano sul problema dell'aria inquinata, fu presentato uno studio elaborato da due professori universitari su commissione dal Comune di Napoli, nel quale si evidenziava una situazione soddisfacente per la città, soprattutto se paragonata ad altri comuni. La realtà, purtroppo, dice ben altro. Secondo i dati forniti dall'Arpa Campania, nei primi sette giorni del nuovo anno, non c'è stato un solo giorno in cui siano stati rispettati i livelli massimi di polveri sottili. Per i meteorologi la colpa è del bel tempo che non permette al vento di soffiare sulla città per liberarla dall'inquinamento; a giudicare dallo scenario offerto dalle strade del centro, tuttavia, la sensazione che qualche colpa potrebbe averla anche il traffico veicolare sempre più incontrollato, con gli eterni cantieri che ostacolano da anni la circolazione e le varie Ztl che pur salvando alcune aree dal passaggio di auto, non fa che appesantire la circolazione delle zone limitrofe. 

Secondo l'Arpa, il rilevatore della Ferrovia ha registrato dall'inizio dell'anno sette sforamenti su sette, mentre le centraline del primo policlinico, dell'osservatorio astronomico e del Pellegrini hanno segnalato aria respirabile solo per uno o due giorni. 

Una situazione preoccupante, con possibili ricadute non solo sulla salute dei napoletani. Occorre ricordare, infatti, che le norme europee consentono ad ogni città un numero massimo di 35 "sforamenti" all’anno, superati i quali scattano le sanzioni. Napoli, fino ad ora, nel 2013 non ha avuto ancora un solo giorno "pulito".