Nel 2012 differenziata al 20,40%. E da Palazzo San Giacomo continuano ad arrivare dati diversi da quelli certificati del Siorr.
L’Osservatorio Rifiuti Regione Campania ha pubblicato la percentuale sulla raccolta differenziata dei comuni campani relativamente all’anno 2012. Per la città di Napoli, il dato stimato suona come una condanna: 20,40%. Una cifra preoccupante considerando le percentuali dichiarate da Palazzo San Giacomo negli ultimi mesi.
Come riportato dall’Osservatorio, i dati sulla raccolta differenziata relativi al capoluogo sono i seguenti:
Rifiuti differenziati: 75.477.820
Rifiuti indifferenziati: 294.384.510
Rifiuti totali: 369.862.330
Percentuale differenziata: 20,40%
Un dato nettamente al di sotto della percentuale del 30% che si sarebbe dovuta raggiungere, secondo le cifre riportate da Tommaso Sodano, entro la fine del 2012. In realtà, come ha dichiarato Sodano, «quando ci siamo insediati la differenziata a Napoli era ferma al 14%. A dicembre eravamo già al 25%. Entro la fine di quest’anno supereremo il 30%» (10 ottobre 2012). Peccato che le stime fornite dal vicesindaco siano palesemente infondate. Come mai la raccolta differenziata ha subito un notevole decremento nell’anno 2012, nonostante il lieve ridimensionamento della produzione di rifiuti in valori assoluti? Perché Sodano ha dichiarato una percentuale diversa (e inattendibile) rispetto ai dati riportati dall’Osservatorio Rifiuti? A ben vedere, la giunta guidata dal Sindaco de Magistris ha sciorinato, a partire dall’insediamento, una serie di dati non corrispondenti alla drammatica realtà dei fatti. Lo stesso Sodano ha dovuto ammettere, in riferimento al dato del 20% del 2011, che tale percentuale è il risultato della media dei valori dell’anno in questione rispetto al proclamato 25%. Percentuale, quest’ultima, confermata anche per il 2012 come base di partenza in vista dell’obiettivo del 30% ipotizzato per la fine dell’anno.
Dunque, la politica relativa all’emergenza rifiuti si fonda sulla dichiarazione di dati errati volti ad ammantare una realtà completamente diversa. La rivoluzione arancione proclamata da de Magistris in campagna elettorale aveva collocato la questione rifiuti al primo posto nell’agenda delle cose da fare. A quasi due anni dall’insediamento a Palazzo San Giacomo, la situazione può definirsi irrisolta. Anzi, ulteriormente aggravata dall’approssimazione amministrativa del suo primo cittadino. Lo stesso Sindaco non lesina falsi dati in merito alla differenziata: «nella raccolta differenziata non siamo al 18%, ma siamo quasi al 30% (…). Stiamo facendo un miracolo laico» (Un giorno da pecora - Radio 2, 5 novembre 2012). Miracolo non pervenuto, considerando le tonnellate di spazzatura riverse per le strade della città e la saturazione degli Stir, gli impianti preposti all’accoglimento dei sacchetti.
Emergenza negata, tra gli altri, dal presidente dell’Asia, Raffaele Del Giudice, secondo il quale Napoli è uscita «a testa alta» dall’emergenza, nonostante la morsa dei rifiuti che attanaglia soprattutto le periferie. Occorre ricordare che lo stesso Del Giudice, quando era direttore di Legambiente Campania, aveva denunciato nel 2010 la gestione insoddisfacente da parte di Asia in alcune zone del capoluogo, in particolare San Giovanni a Teduccio, rilevando - all’epoca dei fatti - «un disservizio molto forte che ha dei responsabili che devono fare la loro parte» (Eco della città). Esattamente come oggi, con il 'protagonista' di Biutiful Cauntri a capo dell'azienda di raccolta rifiuti comunale da oltre un anno. Il presidente di Asia riconduce la definitiva soluzione del problema alla creazione degli impianti di compostaggio per il frazionamento dell’umido, i cui siti sono stati individuati nelle aree di Scampia, Ponticelli e Bagnoli. D’altra parte, Del Giudice rimarca la linea adottata dal Sindaco contraria agli inceneritori e favorevole al compostaggio. Tuttavia, l’amministrazione comunale non sembra accorgersi che la situazione stia nuovamente precipitando, anche per il numero crescente di discariche abusive nelle aree periferiche. Tra queste figurano proprio le zone segnalate per i siti di compostaggio.
Il dato più preoccupante risulta essere la negligenza mostrata dalla giunta demagistriana su un tema fondamentale per l’economia e la qualità della vita dei napoletani. Se con la giunta Iervolino la differenziata aveva raggiunto il 19%, l’amministrazione guidata da de Magistris non ha raggiunto nessuno degli obiettivi in materia di raccolta differenziata. I dati attuali confermano la battuta d’arresto nella gestione dello smaltimento dei rifiuti, aggravata dalle dichiarazioni di false percentuali. Ancora Del Giudice, nella recente intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, ha perentoriamente sostenuto che la raccolta a dicembre è arrivata al 27% (3 gennaio).
I dati ufficiali testimoniano una realtà diversa da quella che ci viene raccontata e questo non fa che accrescere le responsabilità dell'amministrazione cittadina.
