BUCHE VORAGINI FRANE ED ALLAGAMENTI A NAPOLI. TUTTA COLPA DELLE PIOGGE TORRENZIALI?
Copertoni, cerchioni, boccole e semiassi sono gli accessori auto più venduti a Napoli. Specularmente all’avvocatura comunale giungono sempre più numerose le richieste di risarcimento per i danni causati dalla mancata manutenzione stradale. E’ innegabile che alcuni tratti della rete stradale somiglino ad una ricostruzione del paesaggio lunare tante sono le buche e le voragini che s’incontrano. Ed anche, se vengono ascritte al carattere torrenziale delle piogge recentemente cadute sulla città, queste rappresentano l’inaccettabile sintomatologia di una degradante incuria di lungo corso.
Ancora una volta è stata l’emergenza a farla da padrone. Gli interventi, così radi da non essere neanche percepiti, sono stati limitati ad eliminare, senza affanni, le condizioni di pericolo per la pubblica incolumità.
La Napoli che frana oltre le metafore
- 24 Dicembre 2012
- Lidio Aramu
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Attività petrolifere in aree interessate da faglie attive sismogenetiche e sicurezza ambientale
- 10 Dicembre 2012
- Franco Ortolani
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Negli ultimi tempi si stanno diffondendo le attività petrolifere in aree interessate da faglie attive sismogenetiche che hanno causato e potranno originare eventi sismici, da georisorse rinnovabili di importanza strategica per l’assetto socio-economico di oggi e di domani quali le risorse idriche ed il suolo che consentono attività produttive agricole di pregio.
Deve essere chiaro che le leggi attuali e la compiacente e disattenta “azione” dei rappresentanti delle pubbliche istituzioni rendono, di fatto, incompatibili lo sfruttamento ad ogni costo degli idrocarburi (risorsa ricca sfruttabile in poco tempo e “potenzialmente corruttrice”) e la conservazione e valorizzazione delle altre georisorse (risorse di vitale importanza per le generazioni passate e future).
Nuovi sovrani alla prima del San Carlo
- 07 Dicembre 2012
- Carlo Pontorieri
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Quand’ero giovane io, e qua intorno era tutta campagna, al Vomero c’erano solo broccoli, il pane aveva un altro sapore, c’erano le stagioni di mezzo, Venezia è bella ma io non ci vivrei… insomma a quell’epoca là, uno andava a teatro e vedeva gente come Valenzi o Pertini seduti normalmente in platea, che seguivano lo spettacolo. Alla Scala Spadolini si piazzava in un normale palco in seconda fila e, persino Craxi, che pure una certa aspirazione monarchica la coltivava, non osò mai uscire da quel palco di 3ª che ogni anno prendeva in abbonamento con la famiglia.
Il Palco Reale costantemente tenuto vuoto e al buio alla Scala o al San Carlo rimaneva un’immagine di straordinaria potenza: questa è una Repubblica e tutti i cittadini sono uguali!
Esiste una Prospettiva Euro Mediterranea?
- 05 Dicembre 2012
- Loredana Orlando
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E' possibile oggi ipotizzare un'area di cooperazione tra la sponda nord e la sponda sud del Mediterraneo, a fronte dei rivolgimenti politico-sociali afferenti all'area nord africana e all'evidente difficoltà dell'Unione Europea di stabilire contatti multilaterali con le diverse regioni?
La Cappella Pappacoda dell'Università degli Studi di Napoli L'Orientale ha ospitato il seminario sulla Prospettiva Euro Mediterranea. L'incontro- promosso dall'associazione Prospettiva Europea in partnership con le associazioni Orientale 05 e Step Europa, nell'ambito del ciclo di seminari "Verso Europa 2020"-
ha proposto il tema della cooperazione tra i paesi del bacino mediterraneo, a partire dall'origine storica delle relazioni interregionali fino agli attuali scenari geopolitici. Tra i relatori, il prof. Sergio Ventriglia, docente di Geografia Politica dell'Europa presso L'Orientale, il dott. Luca Forte, rappresentante di Smr (Osservatorio Mediterraneo e Statiche Territoriali), e la dott.ssa Lorena Matteo, presidente dell'associazione Noi@Europe.
Napoli Capitale... del Nulla!
- 05 Dicembre 2012
- Lidio Aramu
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Napoli capitale europea della cultura, Napoli centro del Mediterraneo: due consunti artifici retorici per evocare gli antichi fasti culturali della capitale ai tempi dei Borbone ed una posizione geografica mai valorizzata.
Le ragioni sono note: l’isolamento ed i pregiudizi post unitari hanno avuto senz’altro un ruolo non marginale, ma le schiaccianti responsabilità del ruolo subalterno assunto dalla Città in termini di gap culturale ed economico, vanno ascritte ad una classe politica locale modesta e gretta e all’imprenditoria partenopea, che per pochezza culturale, non ha avuto capacità d’iniziativa limitandola alla commessa statale ed ai pubblici finanziamenti.
Tav. Bilaterale Francia-Italia
- 04 Dicembre 2012
- Claudio Stabile
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Lione. Durante la conferenza stampa congiunta, il premier italiano Monti e il presidente francese Hollande hanno ribadito la ferma intenzione di proseguire con gli accordi già stipulati tra i due paesi in merito alla costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione, meglio nota come Tav.
La sottoscrizione dell’impegno per la realizzazione del progetto entro i tempi previsti rientra nella visione generale di una politica comune. La necessità di ridurre lo spread, tra gli argomenti affrontati durante il bilaterale, rappresenta il fondamento per la costruzione di una convergenza politica tra gli Stati membri dell’Ue. Secondo Monti ed Hollande, infatti, non bastano le politiche di rigore nonostante «per la crescita la disciplina di bilancio sia una condizione necessaria ma al tempo stesso non sufficiente: servono iniziative concrete, come quella confermata oggi, con la volontà politica comune di realizzare la Torino-Lione». Quest’affermazione segue il calo dello spread tra Bund tedeschi e bond italiani del 3 dicembre con il differenziale sceso sotto la quota di 300 punti. Il capo del governo italiano ha affermato che il suo desiderio è arrivare a 287 punti base «che rappresenta un obiettivo e spero sia presto toccato», ha auspicato Monti in riferimento alla metà della «quota 574 con cui abbiamo iniziato il nostro percorso».
Pianodardine, smentito l'accordo sui rifiuti napoletani
- 28 Novembre 2012
- MediNapoli
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La notizia dell'accordo raggiunto con la società Irpiniambiente per il trasferimento dei rifiuti napoletani nel periodo natalizio, è stata smentita dalla stessa società che gestisce lo Stir di Pianodardine. In un comunicato dell'azienda si precisa: “La notizia è destituita di ogni fondamento. E’ smentito in maniera categorico qualsiasi accordo con la società Sapna di Napoli, per il trasferimento presso lo Stir di Pianodardine di rifiuti provenienti dal sito di trasferenza ex Icm di Napoli anche per un periodo limitato. I colloqui intercorsi con i rappresentanti di quella società tesi a verificare una disponibilità per il conferimento presso l’impianto di Pianodardine di rifiuto derivante dalla raccolta giornaliera non hanno avuto e non avranno riscontro”.
I rifiuti di Napoli a Pianodardine (Avellino) per scongiurare la crisi a Natale
- 27 Novembre 2012
- Paolo Carotenuto
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Napoli nuovamente sull'orlo del baratro. L'emergenza scongiurata dall'intervento della Provincia che ha sottoscritto un accordo con Pianodardine.
NAPOLI - «Nessuna crisi dei rifiuti a Natale a Napoli, c’è l’Irpinia che li accoglierà»: le parole dette dal presidente della Provincia di Napoli, Antonio Pentangelo, a margine del World Forum per l'infanzia ieri suonano come rassicuranti per la città capoluogo di Regione, non certo per l’Irpinia che ora teme un’altra ondata di rifiuti da Napoli.
«La Sapna - dice Pentangelo - ha firmato un ottimo accordo con l'impianto di Pianodardine, che renderà possibile lo svuotamento di alcuni siti che rischiavano di ingolfarsi e quindi di creare situazioni critiche. Anche sotto il profilo dei costi il contratto siglato è assolutamente in linea con i costi di mercato, e questo dovrebbe fare in modo che la quota Tarsu di pertinenza della Provincia non abbia significativi ritocchi».
Centro Storico di Napoli, Anno Zero
- 27 Novembre 2012
- Lidio Aramu
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La mancata valorizzazione del Centro Storico di Napoli, a 20 anni dall'inclusione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO
E’ trascorso quasi un ventennio da quando il Bureau du Patrimoine Mondial dell'UNESCO si pronunciò all'unanimità per l'inserimento del Centro Storico di Napoli nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Ma tutto questo tempo non è stato sufficiente a modificare alcunché rispetto alle condizioni di degrado ambientale e strutturale che determinarono l’intervento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a protezione del sito culturale d’interesse internazionale.







