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De Magistris senza freni contro Sepe: lettera, twitter, facebook

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Il Sindaco de Magistris si è scagliato furiosamente contro il cardinale Sepe, aprendo un vero e proprio fronte di scontro. L'ex magistrato non si è accontentato della lettera aperta rivolta all'alto prelato, ma ha pensato bene di inveirvi contro anche attraverso i social media, finendo con l'apparire in alcuni passaggi quasi delirante.

Lettera aperta al cardinale Sepe
Ho letto l’omelia del Cardinale Crescenzio Sepe e rimango ferito e dispiaciuto per l’attacco politico verso l’amministrazione.

De Magistris 'avverte' il cardinale Sepe

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Scontro sul quartiere a luci rosse. Incredibili parole del Sindaco di Napoli, che risponde in modo allusivo alle critiche dell'arcivescovo di Napoli.
L'estate 'calda' di Luigi de Magistris non conosce pausa. Stavolta il bersaglio è il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, reo di aver criticato la proposta del sindaco partenopeo in merito alla realizzazione di un quartiere a luci rosse in città dove ospitare le prostitute e di un sito dove consentire ai giovani di appartarsi 'in sicurezza'.

La replica è giunta nel pomeriggio, con una lettera aperta al prelato nella quale de Magistris, in modo nemmeno tanto velato,  ne ha ricordato il coinvolgimento nello scandalo della compravendita di immobili a Roma ad opera di Propaganda Fide.

"Sulla prostituzione de Magistris umilia le leggi e le donne sfruttate"

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Coppola (IV Municipalità): "Sulla prostituzione de Magistris fa solo propaganda da accatto. Affronti il problema riprendendo l'intesa raggiunta dalla IV Municipalità con l'ex assessore Narducci"
"La proposta di de Magistris di creare un quartiere a luci rosse, altro non è che l'ennesimo annuncio di un Sindaco che non fa nulla per affrontare e risolvere i problemi nel concreto". Sono le parole del Presidente della IV Municipalità di Napoli, Armando Coppola, che lo scorso mese di aprile raggiunse un'intesa con l'allora assessore alla legalità, Narducci, sul contrasto alla prostituzione dilagante in strada, disatteso dalla Giunta comunale.

SINDACO 'IGNORANTE'? - "La boutade del Sindaco di questi giorni - continua Coppola - con l'individuazione di un'area controllata dove poter esercitare la 'professione', più che spingere verso la salvaguardia dell'ordine pubblico, altro non fa che avallare un sistema illegale di sfruttamento delle donne. E' sconvolgente che un ex magistrato ed ex parlamentare europeo, non sia a conoscenza che la quasi totalità delle donne in strada siano sfruttate da mercenari di carne umana".

Tormento Napoli

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Lidio Aramu si interroga sul ruolo dei cittadini napoletani dinanzi alla 'ghettizzazione' e al degrado della città. E' amore vero quello che si traduce nelle tante immagini da cartolina ostentate dai napoletani? La vicenda della biblioteca dell'Istituto Italiano di Studi Filosofici
C’è una considerazione di Raffaele La Capria (l’occhio di Napoli) che turba la mia coscienza partenopea. Mi è entrata nel cervello e come un fiume carsico, con cadenze sempre più ravvicinate, fa balenare l’antinomia tra l’amore per Napoli e l’indifferenza dei napoletani nel vederla distruggere. L’estasi che non riesce a tradursi in tormento.
L’amore per Partenope che “viene fuori …da una continua produzione di libri, incisioni, disegni gouaches, fotografie, cartoline, quadri, eccetera che tramandano la bellezza degli edifici e delle piazze, delle chiese e dei monumenti, della natura e dei paesaggi… e allora come si spiega che questi stessi napoletani innamorati della propria città abbiano assistito senza batter ciglio e con suprema indifferenza a tutti gli scempi che l’hanno devastata? Fu distrazione, negligenza, abulia, mancanza di senso civico, incultura o che altro?”.

"Napoli non è Bruxelles"

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Un anno fa la polemica sulla sicurezza con il collega belga. Oggi il primo cittadino sembra aver mutato atteggiamento dinanzi all'escalation di violenza in città
Appena un anno fa "Napoli era più sicura di Bruxelles" (vedi Repubblica 3 settembre 2011). Oggi Luigi de Magistris si dice "preoccupato per gli episodi criminosi verificatisi in città e in particolare nella zona del centro storico e all'interno del circuito delle metropolitane. Per questo è stato richiesto alla società che gestisce la metropolitana di intensificare la vigilanza a partire dal rafforzamento della videosorveglianza anche all'interno delle vetture".

I Buddha di Bamiyan

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I 'tweet' di de Magistris, manifesto per la 'rivoluzione'
Non tutti sono a conoscenza del fatto che il sindaco di Napoli ama affidare ai tweet gli imperativi categorici della sua “rivoluzione”, la sintesi del demagistris-pensiero.
La loro lettura però lascia a dir poco sconcertati per l’abuso della retorica. L’ampollosità sgorga dall’auto-convincimento del primo cittadino di essere un Conducator alle prese con la sua personale rivoluzione.
“Solo movimenti politici rivoluzionari, pacifici, non violenti, possono rompere il sistema di poteri il cancro che vive di deviazione di Stato” ha scritto messianicamente de Magistris. Scartando per ovvie ragioni il Rivoluzionario dell’anno 0, ha in tutta evidenza inteso calarsi nelle candide vesti del Mahatma Gandhi.

Sdraio affondate

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Flop (costoso) della rassegna cinematografica voluta dal Comune di Napoli: 40 mila euro per sedie a sdraio e documentari sull'identità napoletana. Una scelta azzeccata, difesa in modo imbarazzante dall'assessore alla cultura Di Nocera, che parla di cifre e costi diversi. Ma è smentita dalla delibera della sua stessa Giunta.
Tra gli eventi della 'frizzante' estate napoletana, il Comune ha pensato bene di regalare un'imperdibile rassegna cinematografica da gustare comodamente seduti su delle sdraio. La scelta delle sedie non sarà stata casuale, vista la risposta soporifera di napoletani e turisti. Né ha aiutato il tema della rassegna, documentari sull'identità napoletana, che hanno attirato nelle calde serate agostane una media di 15-20 spettatori a proiezione. Un modo per svuotare ulteriormente il lungomare 'liberato', non solo dalle auto, ma anche dagli stessi cittadini che se ne sarebbero dovuti (ri)appropriare.

Caso Ilva. Sistema Italia

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La canicola agostana ha portato con sé, oltre l’insopportabile afa degli ultimi giorni, un brusco risveglio delle coscienze sugli interrogativi posti dal caso Ilva. Lo stabilimento di Taranto, sede della più grande acciaieria d’Italia e d’Europa, si è visto notificare dal magistrato Patrizia Todisco la chiusura di una parte del complesso industriale a causa delle mancate procedure di tutela dell’ambiente e della salute. A fronte dell’aumento di casi di malattie riconducibili all’alto tasso d’inquinamento nella città salentina, il gip ha ritenuto opportuno attuare la sospensione dell’attività produttiva responsabile dell’emergenza ambientale e sanitaria. Immediata la levata di scudi da parte della politica locale e nazionale, in difesa della legittimità operativa dello stabilimento come la polemica compatta contro la magistratura rea del principio d’attribuzione.

Storie di Ville e di governi

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Dalla Villa Comunale alla Villa del Popolo: come coniugare la tradizione del passato con le esigenze dei tempi moderni
Quando si parla della Villa il pensiero va subito a quello spazio alberato che separa la lunga teoria di palazzi della Riviera di Chiaia dal mare. Un parco nato nel 1778 per volontà di Ferdinando IV e per opera di Carlo Vanvitelli ed ampliata da Stefano Gasse in due riprese sino alla Torretta. L’aspetto definitivo alla prima villa europea costruita “per servire ai piaceri del popolo” è opera di Errico Alvino (1862). Il suo progetto aveva, infatti, come obiettivo l’ampliamento dei giardini verso il mare grazie ad una colmata che avrebbe consentito, tra l’altro, di realizzare una strada di collegamento Mergellina-piazza Vittoria e di bonificare l’arenile ridotto ormai ad un’immonda discarica attraversata da fogne a cielo aperto.

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