Non sono ottimisti gli imprenditori seppure si riscontrano tre trimestri consecutivi di crescita della produzione. Gli investimenti e i livelli di occupazione stentano a decollare. Lo studio portato avanti dall’Unioncamere del Piemonte mostra per il periodo luglio-settembre 2010 un aumento del 6,8% rispetto al +5,2% registrato a livello nazionale anche se prevale
tra gli imprenditori una certa sfiducia nella ripresa dell’economia. Ferruccio Dardanello che rappresenta l’Unioncamere del Piemonte afferma a malincuore che gli imprenditori intervistati non nutrono speranza per il futuro che ai loro occhi si presenta incerto perché non offre garanzie. Gli investimenti sull’innovazione sono l’unica via d’uscita che le imprese possono percorrere anche se è necessaria un’urgente politica a livello nazionale per favorire l’abbassamento delle tasse su chi produce perché i dati sull’occupazione rimangono da bollino rosso. I settori che più contribuiscono all’economia piemontese sono la chimica, il tessile e la metallurgia e in totale il numero delle imprese intervistate ammonta a 1.084 con un totale di 94 mila assunti e un fatturato di circa 37 miliardi di euro.
Antonino Alfano
