Pubblicato il rapporto sul mercato immobiliare di Confartigianato
Comprare casa con un mutuo in Italia costa più che nel resto d'Europa. Lo sostiene la Confartigianato in un rapporto sul mercato immobiliare. A maggio, infatti, il tasso d'interesse medio sui prestiti per l'acquisto di abitazioni si attesta al 3,07%, ovvero 36 punti base in più rispetto al 2,71% rilevato nei paesi dell'eurozona.
Le più penalizzate, secondo la Confartigianato, "sono le famiglie sarde: nell'isola il tasso d'interesse su questi prestiti arriva al 4,12%. All'altro capo della classifica c'è la provincia autonoma di Bolzano, dove il tasso medio si attesta al 3,31%".
Segnali di difficoltà "arrivano dalla diminuzione dello stock di mutui per l'acquisto di abitazioni concessi alle famiglie: a maggio l'ammontare complessivo è pari a 360,1 miliardi, in flessione dell'1,1% rispetto all'anno prima". Il calo maggiore è in Abruzzo (-4%), Basilicata (-3,4%), Molise (-3,4%), mentre soltanto il Trentino Alto Adige mostra un aumento dello stock di mutui erogati (+1%).
Finanza
Mutui immobiliari: in Italia i più cari dell'Ue
- 02 Settembre 2014
- Claudio Stabile
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LN: la Banca del Mezzogiorno in vendita, ma non interessa a nessuno
- 01 Luglio 2014
- Lettera Napoletana
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(Lettera Napoletana) - La Banca del Mezzogiorno, nata nel 2011 con l’obbiettivo di sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese del Sud, potrebbe essere venduta a breve da Poste Italiane, che ne controlla il 100%. L’indiscrezione, apparsa su “Corriereconomia”, supplemento economico del “Corriere della sera” (9.6.14), non è stata smentita da Poste italiane. L’operazione rientrerebbe nella strategia di rafforzamento di BancoPosta (i conti correnti postali), da parte del nuovo amministratore delegato del Gruppo Poste italiane, Francesco Caio, che si prepara a quotare in borsa entro novembre il 40% del capitale.
Sud: dal credito alle assicurazioni, senza rappresentanza politica
- 30 Settembre 2013
- Lettera Napoletana
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(Lettera Napoletana) Due notizie fotografano meglio di tante analisi il rapporto tra classe politica del Sud e meridionali. “Il problema dell’accesso al credito a Napoli è grave. Siamo arrivati al paradosso per cui molte imprese ‘delocalizzano’ in Lombardia per ottenere condizioni meno gravose”, ha denunciato ad un recente convegno organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli il consigliere della Camera di Commercio Pasquale Russo (Correre del Mezzogiorno, 17.9.2013). Al Sud il costo del denaro per le imprese è maggiore (fino a 2 punti in più) che nel resto d’Italia, e ciò si va ad aggiungere alle diseconomie (rete trasporti ed infrastrutture, maggiore inefficienza della pubblica amministrazione, criminalità) che le imprese debbono scontare. “Il 70% dei debiti delle imprese sono con banche”, ha detto nello stesso convegno il responsabile di Unicredit per il Centro Italia, Felice Delle Femine. Non solo il denaro, per le imprese meridionali, costa di più, ma le banche, nel quadro congiunturale di recessione, ne prestano di meno. Ma continuano a rastrellare il risparmio del Sud, anche se le loro radici e la loro testa sono al Nord, come nel caso del gruppo Intesa-San Paolo, padrone del Banco di Napoli.
E’ un’impresa il condominio che vende tutta l’energia fotovoltaica prodotta
- 15 Ottobre 2012
- Antonino Alfano
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Un condominio che produce energia elettrica superiore ai 20 kw o per una quantità inferiore se interamente ceduta alla rete agisce come una società di fatto. Intercorre cioè tra i diversi condomini un’attività comune d’impresa anche con il semplice accordo verbale (risoluzione G.S.E. n° 84/E del 10/08/2012). Sono però esclusi quei condomini che non hanno
votato a favore nell’assemblea e che contestualmente non hanno goduto di nessun vantaggio dalla vendita di elettricità (circolare G.S.E. n° 46/E del 2007). Pertanto il condominio dovrà come soggetto autonomo fatturare al G.S.E. (Gestore dei Servizi Energetici) il quale applicherà una ritenuta del 4% come stabilito dall’art. 28 del D.P.R. n° 600/73 e infine dovrà presentare tutte le necessarie dichiarazioni fiscali per le imposte dirette e ai fini Iva.
Antonino Alfano
Entrate dello Stato in crescita
- 12 Ottobre 2012
- Antonino Alfano
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Il primo semestre del 2012 registra un aumento del 4,3% delle entrate tributarie. Precisamente nelle casse dello Stato Italiano sono entrati 7.963 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2011. E’ dovuto questo incremento delle entrate statali soprattutto per l’introduzione dell’IMU anche se si registrano dei cali e infatti l’Iva diminuisce dell’1,4% per la contrazione dei consumi, l’Ires dell’1,6% e il settore dei giochi e dei monopoli di stato del 5,7%. In generale le imposte dirette aumentano di 4.964 milioni di euro e quelle indirette di 2.999 milioni di euro mentre nel dettaglio si riscontrano diversi valori positivi come il +136,3% per le imposte di bollo dovuto alle tariffe sui conti correnti, il +4,5% per gli accertamenti e i controlli fiscali e il +46,7% per le imposte sulle rendite finanziarie.



