La Casa di Bernarda Alba di Lorca

In scena al Napoli Teatro Festival
Il Napoli Teatro Festival Italia ripropone La Casa di Bernarda Alba, opera teatrale scritta dal poeta spagnolo Federico Garcia Lorca, appena un anno prima di trovare la morte. Lo spettaccolo proposto è quello messo in scena da Lluis Pasqual, già presentato in lingua originale a Milano ma che per l'occasione vede il coninvolgimento di un un gruppo di attrici tutte italiane.


L'opera messa in scena per la kermesse si caratterizza soprattutto per la bella prova delle protagoniste, che offre la possibilità di vedere insieme sul palco vecchie glorie e nuove promesse del teatro italiano e napoletano. Tra tutti spicca inevitabilmente la prova di Lina Sastri nei panni di Bernarda Alba a cui va il merito di ricontestualizzare e riattualizzare il testo scritto da Lorca per mettere a nudo le trame e le relazioni familiari all'interno di un contesto di arretratezza culturale tipico dell'entroterra spagnolo, ma anche di quello italiano e forse mediterraneo tutto, sicuramente diffusissimo negli anni '30 del secolo scorso, ma che è probabilemnte ancora vivo, in forme diverse, nei paesini e nei contesti socio-culturali più arretrati degli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, accomunati da uno stesso senso religioso e patriarcale della comunità.

La regia dello spettacolo si caratterizza per un rispetto del testo di Lorca, che dà modo di assaporarne a pieno la scrittura tipica del suo lavoro di riscoperta e riattualizzazione della tradizione linguistica spagnola, con echi che provengono dai canti gitani da lui portati al massimo valore espressivo ed artistico. Ben riuscito il gioco scenografico che mette lo spettatore al di qua e al di là della scena, quasi che fosse spinto ad entrare all'interno della casa di Bernarda Alba, la quale, al contrario, cerca in tutti i modi di renderla una roccaforte inespugnabile. L'allestimento voluto da Lluis non fa che mostrarci come solo parzialmente la casa riesce ad essere coperta dal gioco di veli della scenografia, situazione che sta forse a significare l'impossibilità di trattenere le maldicenze e di lavare i panni sporchi in casa, altra ossessione, quella della pulizia della casa, che inchioda la protagonista ai suoi limiti e alle sue regole inattuabili. Nonostante la tristezza e la tragicità della storia, pesante e cupa per tutto il suo svolgimento, lo spettacolo è una denuncia palese alla cultura rurale spagnola e cattolico-patriarcale, e diviene per contrasto, inno alla libertà d'espressione dei sentimenti e della vita, della giovinezza e dell'amore che là dove non trova uno sbocco nella realtà si trasforma, come per una delle protagoniste, in suicidio, visto qui come estremo gesto di libertà, o in pazzia.
Carmine De Falco