Il 12 aprile scorso, oltre due mesi fa, la stazione di via Toledo della linea 1 della Metropolitana, veniva inaugurata alla presenza delle massime autorità politiche di città e regione. Si trattò di una inaugurazione anticipata, visto che la partenza delle corse era prevista entro il 30 giugno. Scadenza che non sarà rispettata.
In molti si chiesero come fosse possibile inaugurare una stazione incompiuta, mentre oggi ci chiediamo come sia possibile che non si riesca a rispettare nemmeno una scadenza dopo che si sia proceduto già alle inutili passerelle che vedono gli amministratori locali passare all'incasso della ribalta mediatica.
Una vergogna tipicamente partenopea, che vede sul banco degli imputati il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro e l'amministratore delegato della Metropolitana di Napoli Spa, Giannegidio Silva. Ovvero coloro che hanno condotto - in prima fila - il corteo di giornalisti e rappresentanti della politica cittadina, ridicoli promotori di un sistema di potere sempre più autoreferenziale e ossessionato da smanie di autocelebrazione preventiva.
Su tutti, manco a dirlo, si è distinto in questa stucchevole gara, il Sindaco di Napoli, pronto a riversare la sua immancabile "emozione" per un risultato straordinario, manco fosse il frutto del suo impegno o delle scelte della Giunta da lui guidata (vedi video della web-tv del Comune http://youtu.be/8zOgXjwKn9Y).
Niente da fare, la nuova meraviglia del Mezzogiorno, la stazione dell'arte firmata da Oscar Tusquets Blanca, con opere di William Kentridge, Bob Wilson e Achille Cevoli, dovrà attendere almeno tre mesi prima che sia aperta realmente. Con una nota inviata all'assessore alla Mobilità e alle Infrastrutture, Anna Donati, l'ad di Metropolitana Napoli, ha comunicato l'impossibilità di procedere all'apertura della nuova stazione prevista per sabato.
Ragione del differimento «alcune difficoltà incontrate nelle attività di completamento, messa a punto e prove». In particolare il ritardo è da imputare a difficoltà di approvvigionamento di materiali, causati dalla congiuntura economica negativa che ha investito il sistema produttivo, rendendo difficoltoso l'acquisto di cristalli, rivestimenti, controsoffitti, componentistica elettrica ed elettronica. In sostanza, ad aprile si era ancora lontani dal completare i lavori infrastrutturali.
Nuovo appuntamento fissato per la prima metà del mese di settembre, quando riaprirà anche il tratto della navetta Dante-Università, che dal 29 luglio al 9 settembre chiuderà per il periodo estivo. Lo scorso anno, per garantirne l'apertura, furono ridotte le corse dei mezzi pubblici in zone periferiche e chiusa parzialmente la linea 6. Napoli si sta dotando, con grandi disagi per la cittadinanza, di una capillare rete su ferro, mentre si addensano ombre minacciose sul reale utilizzo della stessa, con il rischio di una sottoutilizzazione che suonerebbe come una insopportabile beffa.
Paolo Carotenuto







