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Il lungomare anarchico

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Come si presentava la via della discordia la sera di venerdì 6 luglio
La scorsa notte ho scoperto un lungomare inedito. Quello tipico di un venerdì sera di inizio estate, con l'aggiunta rispetto al passato del passeggio pedonale libero su via Partenope. Stavolta il lungomare non era deserto come nel corso della settimana, ma pieno di giovani, per lo più ragazzini, molto rumorosi e spensierati. È bello vedere le nuove generazioni impadronirsi degli spazi cittadini, ma allo stesso tempo mi chiedo se questa sia la strada migliore per attrarre turisti. Forse più di uno potrebbe fuggire dinanzi a certe visioni.


Come un qualunque viale di paese bardato a festa, quello di Napoli si è mostrato pieno di venditori ambulanti. In via Chiatamone e nella zona di Santa Lucia imperversavano decine di parcheggiatori abusivi. La polizia municipale ferma ai margini del lungomare, ignorano quel che accade nelle traverse adiacenti. I carabinieri si dichiarano impossibilitati a intervenire, se non dopo denuncia di estorsione da parte di un cittadino. Piazza Vittoria si presenta come un enorme parcheggio. Via le auto, sostituite da una distesa di motorini e mezzi a due ruote, mentre fioriere - con piante già secche - delimitano l'area pedonale.

È questa la Napoli che vuole il Sindaco, presente in uno dei locali del lungomare, posizionato all'esterno così da poter ammirare il panorama. E magari per farsi ammirare dai suoi 'sudditi'. Proprio davanti ai suoi occhi incrociamo un venditore di sigarette 'mobile', nel senso che - con tre pacchetti in bella mostra tenuti nella mano - riproduce una versione riveduta e corretta dello strillone. Lui tiene a precisare che si tratta di sigarette regolari, del tabaccaio, ignorando che a rigor di legge ugualmente non potrebbe vendere le sigarette al di fuori degli spazi per i quali ha avuto la concessione di vendita. Il Sindaco, col viso corrucciato, osserva ma non si smuove di un millimetro. E' l'una di notte, cerca di respirare l'aria del mare che porta via l'olezzo che invade il resto della città.

Napoli vive sempre di più senza controllo, in uno stato di anarchia dilagante. Principi quali la legalità non rientrano più nelle priorità del governo cittadino.
Paolo Carotenuto

 

Foto di Daniela Petrecca

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