Ven28082026

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da Legno Storto:

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La non appartenenza

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Mi ha colpito la decisione di Pino Daniele, mi ha colpito perché ha rafforzato quello che è il mio convincimento da sempre, cioè che noi Napoletani non siamo mai stati veramente orgogliosi di essere Napoletani! Eppure noi dovremmo essere tra i cittadini Italiani quelli più orgogliosi di tutti, perché noi abbiamo tutto quello che gli altri non hanno e che ci hanno sempre invidiato.

Sarà forse proprio questo il motivo per cui dall’Unificazione dell’Italia ci hanno costretti a dimenticare l’Appartenenza. Ovunque vai se incontri un Pugliese, un Calabrese, un Piemontese, un Campano di Salerno, loro ci tengono a sottolineare la loro origine e a decantare le meraviglie dei loro paesi, noi no! Noi ci siamo sempre vergognato di dire sono Napoletano, e quando andavo fuori ringraziavi il cielo che la tua auto avesse una targa che non specificasse la provenienza del conducente.

Eppure se vai in giro per il mondo senti le nostre canzoni, se vai a mangiare fuori cerchi una pizzeria o un ristorante tipico napoletano, se vai fuori a comprare un vestito da uomo cerchi la sartoria napoletana, una volta trovavi i guanti, a Napoli eravamo famosi per i guanti, anche per le scarpe e per le borse, se vai fuori spesso trovi i Presepi napoletani e se vai fuori trovi i lavori di oreficeria napoletana, ma mai è dico mai ho sentito qualcuno dire con orgoglio Io Sono Napoletano. Non ce lo hanno insegnato, ci hanno detto che Napoli è pizza, sole e mandolino, ci hanno detto che Napoli è Camorra, ci hanno detto che Napoli è sporca e ci hanno detto che Napoli non è cultura!

Niente di più falso di vero c’è solo che quelli che fanno cultura a Napoli sono i primi che la tradiscono, quelli che fanno cultura a Napoli sono i primi a voltare le spalle e ad andarsene via, quelli che fanno cultura a Napoli a cominciare dal grande De Filippo hanno solo consigliato a noi di fuggire. Ma fuggono solo i vigliacchi di fronte alle avversità, fuggono solo i paurosi di fronte alle difficoltà, fuggono solo gli ingrati di fronte ad una Madre che ti ha dato la vita e che ha bisogno di essere aiutata. Tutti quelli che nascono a Napoli e che la lasciano morire sono degli ingrati, dei vigliacchi, dei paurosi.

Ora noi dovremmo invertire questa tendenza, dobbiamo dare un calcio a tutte le cose stereotipate che si dicono di Napoli e andare oltre. Io confesso di aver scoperto la mia città tardi, quindi anche io sono colpevole, ma ho imparato a chiedere scusa, tutti dovremmo chiedere scusa, tutti quelli come me che sono passati per le sue strade senza vedere o facendo finta di non vedere nulla, ero sedata dalle cose sbagliate che mi avevano insegnato, ma sono fortunatamente riuscita a liberarmi dalle catene dell’ignoranza, ora sono consapevole che se ci mettiamo tutti a lavorare e che se ci mettiamo tutti la nostra faccia per risanarla ci potremmo riuscire. Cacciamo gli stranieri e diamo la possibilità a noi di cominciare a recuperare la nostra città partendo proprio dal simbolo della sua distruzione la Cassa Armonica, così da trasformarla nel simbolo della rinascita Partenopea. Per una volta cominciamo a fare fatti e smettiamo di piangerci addosso e che tutti i Pino Daniele avessero il coraggio di ritornare con il capo cosparso di cenere a chiedere scusa. Napoli sta cambiando io ne sono sicura ora dobbiamo cambiare i Napoletani e ci riusciremo.
Bona Mustilli
Incontri Napoletani

 

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