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Chi governa Napoli orientale?

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di Franco Ortolani
Nel territorio comunale di Napoli vi sono tre vaste aree classificate Siti di Interesse Nazionale per l’elevato inquinamento ambientale (SIN) causato da attività industriali e da discariche di rifiuti autorizzate e non. Complessivamente tali aree sono di circa 2000 ettari e si trovano nel contesto urbano di Pianura, Fuorigrotta-Bagnoli, San Giovanni a Teduccio-Barra-Ponticelli-Centro Direzionale. E’ probabile che fra qualche tempo vi sarà un quarto SIN nel Comune di Napoli: la discarica di Chiaiano!
Il recupero di tali vaste aree dopo il disinquinamento e il loro reinserimento nel tessuto cittadino costituiscono una importante prospettiva di valenza strategica per Napoli per cui il loro destino deve essere necessariamente inserito in una pianificazione urbana comunale coerente e non può essere delegata ad altre istituzioni.
SIN Napoli Orientale
La parte orientale del territorio comunale di Napoli compresa nei Quartieri di Barra, Ponticelli, Poggioreale e San Giovanni a Teduccio comprende una vasta area sede di numerose e diversificate attività industriali nei decenni passati che ha causato un evidente inquinamento ambientale del suolo, sottosuolo e della falda per molti metri.

Su ECOSCIENZA, numero 3 del 2010, nella nota intitolata “L’IMPATTO DELL’INDUSTRIA NEL DISTRETTO DI NAPOLI” si legge una sintetica storia dell’area industriale di Napoli Est. “Il Sin di “Napoli Orientale” occupa un territorio di circa 830 ettari situato nella estremità est del Comune di Napoli ed è stato individuato tra i primi interventi di interesse nazionale con la legge 426/98 e successivamente perimetrato con ordinanza commissariale del 29 dicembre 1999 del sindaco di Napoli, nelle funzioni di Commissario delegato per gli interventi di cui alle ordinanze del ministero dell’Interno n. 2509/97 e successive, d’intesa con il ministero dell’Ambiente.

Il territorio di Napoli Orientale è costituito prevalentemente da aree pianeggianti un tempo depresse e paludose. A partire dalla metà del ‘400 iniziarono i lavori di bonifica idraulica, che lentamente ne determinarono una vocazione agricola. Nel 1779 sull’area sorse il primo opificio industriale, la grande fabbrica dei Granili, una megastruttura borbonica distrutta nell’ultima guerra, destinata a “silos” di grani, fabbrica di cordami e deposito di artiglierie. Tale assetto è rimasto sostanzialmente immodificato fino alla prima metà dell’800, quando cominciò a definirsi la connotazione dell’area orientale quale rilevante polo industriale manifatturiero, con grandi insediamenti appartenenti prevalentemente all’industria meccanica e tessile, e altri di dimensioni minori nei settori della vetreria, dei colori, delle lavorazioni del cuoio e delle pelli. Successivamente iniziarono ad affermarsi anche i rami petrolchimico e meccanico, con la costruzione, nel 1937, della prima raffineria, direttamente collegata, tramite un oleodotto, alla darsena petroli del porto di Napoli. Il vero decollo industriale ha avuto inizio alla fi ne dell’ultima guerra, ma questo sviluppo è avvenuto in modo disordinato e caotico, interessando, oltre alla industria, anche le aree residenziali, che a poco a poco sono andate a occupare il territorio precedentemente utilizzato per scopi agricoli. A partire dagli anni 70, e in maggior misura negli anni 80 e 90, si è verificato un progressivo scadimento della struttura industriale: molti stabilimenti sono stati trasformati in depositi, altri sono stati abbandonati, altri ancora convertiti a funzioni più redditizie, quali residenza e terziario. La forte espansione edilizia dell’area orientale ha progressivamente avvicinato l’abitato alla zona industriale e ha reso sempre più incompatibile la permanenza di alcuni impianti, che svolgono attività inquinanti, insalubri e pericolose.

Sebbene siano trascorsi ormai più di 10 anni dalla perimetrazione del Sin, si deve purtroppo rilevare come gli interventi di bonifica procedano ancora relativamente a rilento soltanto per il 25% circa dei siti. Molte attività sono cessate lasciando un grave stato di degrado in un’area di almeno 830 ettari individuata Ordinanza Commissariale del 29 Dicembre 1999, emanata dal Sindaco di Napoli in qualità di Commissario Delegato. Tali zone, ai sensi dell’ex D.M. 471/99 sono state inserite nel “Sito d’Interesse Nazionale di Napoli Orientale” ai fini della messa in sicurezza, della bonifica e del ripristino ambientale dei siti inquinati con attività da portare avanti a carico dello stato.

Conseguentemente per realizzare interventi urgenti per la salvaguardia del territorio e dei suoi cittadini si è reso necessario un “Accordo di Programma per la definizione degli interventi di messa in sicurezza d'emergenza e successiva bonifica nel Sito di Interesse Nazionale – Napoli Orientale”, tra Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli.

Come si legge nel sito della SOGESID “Con apposita Convenzione tra il MATTM e la Sogesid S.p.A. in data 9 aprile 2008 la stessa è indicata come soggetto attuatore per la definizione degli interventi di messa in sicurezza d'emergenza e successiva bonifica nel Sito di Interesse Nazionale – Napoli Orientale della bonifica del SIN.
Con riferimento a detto programma la Sogesid ha già svolto lo Studio di Fattibilità per la realizzazione degli interventi di Mise e bonifica della falda acquifera. Sulla base di detto Studio di fattibilità è stata sviluppata la progettazione preliminare contenente il modello di flusso e di trasporto dei principali contaminanti in falda. SOGESID Spa, strumento in house del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e del Ministero delle Infrastrutture (MIT), si configura come società di supporto tecnico delle strutture regionali/locali attraverso azioni ed interventi che concorrono da un lato ad avviare a soluzione le criticità ambientali, (bonifiche, emergenza e gestione rifiuti, dissesti idrogeologici ecc.) e dall’altro ad utilizzare, in modo idoneo ed efficace, i fondi strutturali nazionali e comunitari, evitando cosí il rischio “definanziamento”.

Nel maggio 2011 SOGESID ha avviato una richiesta di offerta economica per lo svolgimento di una consulenza specialistica in materia di geologia stratigrafico-strutturale e di idrogeologia applicata ai modelli di flusso della falda e di dispersione degli inquinanti.
Maggio 2011.
L’oggetto dell’affidamento riguarda la consulenza specialistica nel campo della geologia stratigrafico-strutturale e dell’idrogeologia applicata ai modelli di flusso della falda e di dispersione degli inquinanti da sviluppare nell’ambito delle progettazioni definitive per la messa in sicurezza e bonifica dei SIN di Priolo e Napoli Orientale.

Per ciascun Sito, dovranno essere svolte le seguenti attività:
raccolta e verifica dei dati geologici e idrogeologici di interesse per la modellazione della falda disponibili sul sito; - validazione dei dati di input del software di sviluppo del modello di flusso e dispersione degli inquinanti; - sviluppo del modello di flusso della falda e dispersione degli inquinanti, in base alle modifiche ed integrazioni previste in fase di progettazione definitiva.

Il modello, finalizzato alla scelta della migliore soluzione tecnico costruttiva per la messa in sicurezza e bonifica, dovrà prevedere gli scenari ante e post operam. Il software di modellazione dovrà essere Mod Flow versione 2010. Tutti gli elaborati prodotti nell’ambito delle attività oggetto dell’incarico dovranno essere forniti in triplice copia sia cartacea sia informatica editabile. Resta inteso che l’Aggiudicatario, nell’ambito dello svolgimento della consulenza specialistica, dovrà assicurare una presenza continua e costante presso la sede Sogesid di Roma.

L’incarico avrà la durata di 6 (sei) mesi a decorrere dalla data di conferimento dello stesso. L’importo a base d’asta è stabilito in € 20.000,00 (euro ventimila/00) oltre IVA e oneri previdenziali e comprende tutte le prestazioni elencate ai punti precedentemente descritte. Nel suddetto importo sono comprese tutte le spese, nessuna esclusa, derivanti dall’espletamento della prestazione (vitto, alloggio viaggi) nonché tutti gli oneri necessari per rendere la prestazione a perfetta regola d’arte.

Nel seguito è riportata in maniera sintetica la documentazione che la Sogesid S.p.A. metterà a disposizione del soggetto Affidatario per l’esecuzione delle attività su indicate: - Studio di fattibilità e Progetto preliminare “Realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda del SIN Napoli Orientale”; - Piani di Caratterizzazione redatti dalle Aziende insediate nei SIN ai sensi del D.M. 471/99; - Bibliografia tecnico-scientifica prodotta sulle aree in oggetto da parte di Enti pubblici e privati. Resta inteso che l’Affidatario curerà l’eventuale reperimento in ogni altra nuova informazione necessaria per il completo espletamento della consulenza specialistico.

Il giorno 1 Luglio 2011 alle ore 10,00 la Commissione di gara appositamente costituita per la valutazione delle offerte pervenute per la procedura di gara in oggetto, avrebbe dovuto procedere all'apertura dei plichi pervenuti in tempo utile.

Patto stipulato tra Q8 e ministero dell’Ambiente
Pochi giorni fa è stata diffusa la notizia del patto stipulato tra Q8 e ministero dell’Ambiente per la bonifica di una vasta area nella zona orientale di Napoli. L’accordo vede in prima linea Kuwait Petroleum Italia Spa e Kuwait Raffinazione e Chimica Spa. In base alla transazione, del valore complessivo di 56 milioni di euro, si avvia la bonifica delle aree pubbliche e la messa in sicurezza delle falde dell’intero sito. La Kuwait si occuperà, in particolare, della bonifica dei suoli di sua proprietà. Con quest’intesa la Q8 aderisce di fatto all’accordo di programma per la riqualificazione del sito di interesse nazionale di Napoli Est. Le risorse oggetto della transazione saranno dunque investite dal ministero dell’Ambiente, in aggiunta ai fondi già disponibili, per il finanziamento delle opere di bonifica previste nell’accordo sottoscritto insieme con tutti i soggetti pubblici locali.
«Si tratta - fanno sapere dal ministero dell’Ambiente - di un traguardo fondamentale, che segue peraltro già diversi atti transattivi stipulati per il medesimo sito per l’attuazione dell’intesa considerato che l’azienda rappresenta uno dei principali gruppi industriali presenti nell’area».
Accordo di transazione del valore di 2.800.000 euro per la bonifica delle acque di falda del sito Napoli Orientale stipulato tra Ministero dell’Ambiente e presidente di ICN - Iniziative Commerciali Napoli SpA .

Sul sito del Ministero dell’Ambiente è riportata anche la notizia che “Il ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Stefania Prestigiacomo, e il presidente di ICN - Iniziative Commerciali Napoli SpA (società che fa capo al gruppo Auchan e Cogei Costruzioni, proprietaria di un'area del sito Napoli Orientale) hanno sottoscritto un accordo di transazione del valore di 2.800.000 euro per la bonifica delle acque di falda del sito Napoli Orientale.
Quest'area di raffinerie dismesse è uno dei 55 siti di interesse nazionale dove è stata accertata una rilevante presenza di inquinamento del terreno e delle acque sotterranee, causata da preesistenti impianti chimici, petroliferi o industriali oggi dismessi.
ICN Spa sta già provvedendo ad asportare i terreni contaminati sulla sua proprietà e, con l'accordo ottempera all'impegno di contribuire alla realizzazione della bonifica delle acque di falda.

Contestualmente alla transazione il ministro ha anche approvato, con proprio decreto, il progetto di bonifica dell'area di via Argine, a Napoli, su cui sorgerà il nuovo centro commerciale Auchan: si tratta del primo concreto intervento di bonifica che permetterà di completare la realizzazione del centro commerciale per il Natale del 2009.
Il centro commerciale Auchan si sviluppa su 2 livelli per una superficie di pavimento complessiva di 38.000 mq con 2400 posti auto. L'ipermercato si espande su 8500 mq unitamente ad una galleria commerciale composta da più di 80 attività di vendita e servizi. Il centro commerciale creerà occupazione per oltre 1000 nuovi posti di lavoro tra lavoratori diretti e indotto.

Il ruolo di Comune e Regione per il disinquinamento e il riuso del SIN di Napoli Orientale
Nel Sito di Interesse Nazionale di Napoli Orientale la regia degli interventi di disinquinamento e le premesse per il riuso delle aree è, in pratica, nelle mani del Ministero dell’Ambiente.

Secondo quanto definito dal protocollo di intesa firmato nel novembre del 2007 fra Ministero dell'Ambiente, Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli e Autorità portuale, le società attualmente proprietarie delle aree che compongono i siti campani partecipano al loro recupero ambientale sia attraverso la bonifica dei terreni, direttamente a loro carico, sia attraverso un contributo economico agli interventi di bonifica complessiva delle acque sotterranee.

Trattandosi di 830 ettari di territorio comunale (un’area vasta all’incirca quanto tutto il centro storico di Napoli) il Comune deve “dirigere” le attività che devono consentire una adeguata pianificazione di tutta l’area di Napoli orientale, oltre il SIN.
Allo stato attuale sembra che i cittadini non siano informati su quanto staia avvenendo a Napoli Est; probabilmente le istituzioni interessate all’accordo citato sono adeguatamente informate.
E’ il caso di gettare luce sullo stato dell’arte facendo il punto della situazione in base alle conoscenze in possesso di Regione, Provincia e Comune di Napoli.

Chiarimenti
Comune di Napoli, Provincia di Napoli e Regione Campania devono essere a conoscenza di quanto programmato e finora eseguito, devono averlo condiviso e dovranno condividere gli interventi che saranno realizzati.
Cosa ha fatto la Regione, cosa ha fatto la Provincia, cosa ha fatto il Comune finora?
Sono a conoscenza di quanto si sta facendo?
Sono a conoscenza di quello che si farà?
Hanno condiviso accettandoli i risultati delle indagini finora eseguite?
Chi ha validato i dati ottenuti dal Ministero dell’Ambiente?
Hanno eseguito verifiche e accertamenti che gli interventi progettati siano idonei a risolvere definitivamente il disinquinamento?
Dove sono già stati eseguiti interventi di disinquinamento sono state verifiche per accertare che la rinaturalizzazione sia stata efficacemente eseguita e in maniera duratura?
Per quanto riguarda il disinquinamento dell’area nella quale è prevista la realizzazione dell’inceneritore hanno verificato quanto finora accertato circa l’inquinamento?
Hanno verificato la validità degli interventi proposti per il disinquinamento?
Hanno eseguito verifiche per validare quanto proposto dal Ministero dell’Ambiente e chi ha fatto gli accertamenti?
Il disinquinamento adeguato e duraturo dell’area dove è previsto l’inceneritore influirà sull’efficacia del disinquinamento delle aree ubicate a valle (verso mare) dal momento che queste saranno interessate dal deflusso delle acque sotterranee provenienti dall’area dell’impianto previsto. Il Comune, conseguentemente, deve accertare la validità di tutti gli interventi che saranno realizzati validando le indagini, i risultati conseguiti e il progetto nonché verificando l’efficacia degli interventi eseguiti.
Franco Ortolani
25 luglio 2012

nell'immagine in alto a destra i tre SIN nel Comune di Napoli, circa 2000 ettari.

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