Nuova denuncia del Comitato di Portosalvo
Negli ultimi tempi si è letto più volte, nelle pagine dei quotidiani dedicate alla cronaca di Napoli, dei problemi infiniti e perennemente irrisolti che destano questo tipo di pavimentazioni, oltretutto sotto tutela dalle Soprintendenza per i Beni architettonici della Provincia di Napoli.
Al problema delle strade, corrisponde la situazione delle cosidette “pa...vimentazioni lapidee”, di vario formato e dimensione che costituiscono un innegabile valore culturale ed un elemento di qualità architettonica particolarmente importante in prossimità degli edifici storici in una città il cui centro storico vanta il primato di essere Patrimonio mondiale dell’umanità protetto dall’Unesco.
Le pavimentazioni che rientrano nel perimetro del centro storico sono infatti ampiamente consolidate nell’immagine che tradizionalmente si ha della città ed incidono in maniera essenziale nella qualità degli spazi architettonici, costituendo un elemento complementare alle facciate degli edifici storici.
Allo stesso tempo, sono sotto gli occhi di tutti i problemi che tali pavimentazioni arrecano alla viabilità, alla qualità di marcia ed agli edifici circostanti, in termini di comfort di marcia, di vibrazioni indotte all’ambiente esterno, ed ai continui disagi che comportano i cantieri che continuamente si aprono per il ripristino delle pavimentazioni.
Ciò premesso, appare quindi evidente che il problema delle pavimentazioni lapidee deve essere affrontato con un approccio ingegneristico e specialistico che, da un lato analizza e controlla in maniera scientifica lo stato di “salute” di tali pavimentazioni, fornendo valutazioni ed indicatori di stato oggettivamente riconducibili alle prestazioni delle pavimentazioni e dall’altro tenga conto della tutela e della conservazione di questo pregiato materiale che costituisce un innegabile identità culturale del nostro arredo urbano.
Intanto diminuisce la pavimentazione lapidea in tutta la città, compreso il centro storico, e aumenta il bitume e l’asfalto con 'pasticciati rattoppi' in luogo dei basoli e dei sampietrini divelti dal traffico veicolare e dalle nuove precipitazioni metereologiche. Ma, soprattutto, si cronicizza la pessima posa in opera e la scarsa manutenzione degli stessi materiali con terrificanti risultati sull'estetica e sull'immagine della città.







