Il rimpasto della Giunta de Magistris, dopo gli annunci e gli auspici disattesi, sembra ormai in dirittura d'arrivo. Alcuni degli assessori sul piede di partenza, hanno iniziato a prendere le distanze dal Sindaco e dall'amministrazione ritenuta colpevole del fallimento della rivoluzione arancione. È accaduto la settimana scorsa con la dura intervista dell'assessore alla cultura, Di Nocera, rilasciata tra l'altro al direttore del quotidiano nemico per eccellenza della giunta guidata dall'ex pm, il Corriere del Mezzogiorno; e continua oggi con le dimissioni dell'assessore al Patrimonio, Bernardino Tuccillo, che ha anticipato ogni mossa sigillando il suo distacco da un'esperienza politica che adesso lui stesso definisce fallimentare. C'è attesa per la pubblicazione della lunga lettera inviata al sindaco de Magistris, nella quale Tuccillo ha espresso tutta la sua delusione in quanto sono "finiti lo spirito, gli obiettivi e il sogno di cambiare". I bene informati parlano già di un libro-denuncia in preparazione sull'esperienza maturata nei due anni da assessore.
Con Tuccillo salgono a cinque gli assessori che hanno lasciato a due anni dall'insediamento a Palazzo San Giacomo: prima si era dimesso Giuseppe Narducci, assessore alla Legalità autore di uno scontro molto duro con l'ex amico e collega di professione, mentre Riccardo Realfonzo era stato sollevato dall'incarico all'indomani degli scontri avuti sulla redazione del primo bilancio.
Alberto Lucarelli e Sergio D'Angelo, rispettivamente titolari delle deleghe ai Beni Comuni e alle Politiche sociali, si sono dimessi per ragioni elettorali, in seguito alla candidatura alle elezioni politiche nelle liste di Rivoluzione Civile. Un'esperienza fallimentare, che potrebbe riconsegnare Sergio D'Angelo nuovamente alla Giunta in seguito all'imminente rimpasto atteso per mercoledì.
Sebbene le dimissioni di Tuccillo appaiano tardive e indotte dalla rimozione data ormai per scontata dalla nuova giunta disegnata da de Magistris, il malessere dell'ex sindaco di Melito era già profondo al punto che le sue dimissioni erano state preannunciate lo scorso 26 marzo da Ciro Crescentini su Il Domenicale di Casoria. Dimissioni che avrebbero dovuto riguardare anche un altro assessore, Marco Esposito (attività produttive), poi smentite. Il giornalista, sempre bene informato sulle vicende del palazzo, motivò la decisione in quanto l'assessore al personale aveva deciso di porre al primo posto la dignità. Per l'autore "Esposito e Tuccillo si sono attirati ampie aree di dissenso interno del Palazzo perché non guardavano in faccia a nessuno, tagliando con i vecchi consociativismi, le storiche lobby sindacali e gli apparati dirigenziali". L'epilogo è stato ritardato di qualche settimana, ma la sostanza non è mutata.







