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da Legno Storto:

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Arte

Il dipinto più documentato di Caravaggio in un palazzo storico napoletano

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Nel Palazzo Zevallos Stigliano,  sulla storica e popolosa via Toledo, viene presentata una lettura dell’arte intelligente ed insolita. Diversificata per livelli di età e di preparazione, la proposta del Museo è indirizzata a chiunque, con una particolare disponibilità, previa prenotazione, verso gli allievi e i docenti delle scuole primarie, secondarie di primo grado e istituti superiori. Dopo un’accurata visita al Palazzo, affidata a competenti e gentili operatori, il visitatore sarà accompagnato davanti al capolavoro della collezione, il Martirio di Sant’Orsola di Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Dinanzi a quello che è finora considerato l’ultimo dipinto realizzato dal Caravaggio prima della morte, si resta letteralmente in adorazione, rapiti dalla drammaticità che le luci mettono a fuoco. Il punto di partenza del programma è la concezione dell’opera come sistema di segni. Se l’espressione artistica, per la vasta portata di sensazioni ed emozioni che trasmette, non può essere spiegata fino in fondo, si può però cercare di scoprire come funziona il suo linguaggio, attraverso quali meccanismi e rapporti risulta in comunicazione con noi. Concentrando l’attenzione solo su un dipinto si ha la possibilità di riflettere, elaborare, fare domande e, in preda allo stupore suscitato dall’intensità dell’opera, si lavora a tradurre insieme le impressioni indagate in parole.

Poi, ciascuno con la propria frase, è invitato a scendere giù nella sala laboratorio per ritradurla in immagine su carta, procedendo ad una spontanea interiorizzazione dell’opera. L’esperienza è piacevole e arricchente, perché avvicinare il pubblico all’arte non serve solo ad educarlo, a leggere e a capire le mostre di arti visive, ma significa stimolare una certa coscienza e sensibilità, spendibile in ogni ambito della propria vita.

Agosto 2011

Ivana Porcini

4 stanze 4 pittori

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A Napoli apre i battenti una mostra con inediti di quattro maestri del Seicento. Quattro stanze per quattro pittori. Questo è il titolo della mostra che la galleria Napolinobilissima sta per presentare al pubblico, in Piazza Vittoria 6.

Dopo un ricercato restyling, si potrà ammirare una rara antologia di opere di Luca Giordano, Mattia Preti, Antonio De Bellis e Massimo Stanzione rigorosamente selezionate, fra cui alcune inedite.

Gli artisti s’inseguiranno a ritroso nel tempo in un percorso di scambi e contaminazioni, per rianimarsi all’interno di quel tempo inquieto, violento e dolce che fu il Seicento napoletano.

L’accostamento consentirà una osservazione privilegiata, un pensatoio critico dove poter rivedere e incontrare le più autorevoli posizioni del panorama storico-artistico di riferimento.

Gennaio 2011

Ivana Porcini

 

A Napoli i “Paesaggi nascosti” di due pittrici gestuali

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La spagnola Isabel Ramoneda e l’americana Georgina Spengler presentano a Napoli le loro opere, una di fronte all’altra. I loro paesaggi appartengono alla sfera naturale, ma sono anche paesaggi mentali con i loro velati significati. Entrambe hanno, infatti, la stessa urgenza. Quella di ritirarsi in un luogo lontano, nel contempo povero e prezioso, in quella natura di creazione e di genesi che non si guarda solo ma  si sente in empatia.

Emerge una natura che non resta fuori ma che avvolge l’artista e lo spettatore nel groviglio dell’esistenza, avvitandoli in un binomio senza distanze. La loro pittura evoca un naturalismo offuscato, con un filo rosso che ha un capo tra le Ninfee di Monet e si allunga, in una più ampia accezione panteistica, sino all’onda dell’Informale.

Agosto 2010

Ivana Porcini

Viaggio nelle Opere di Hadel Azeez

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Pitture, sculture, installazioni di un' Irachena al Suor Orsola Benincasa

E’ stata appena inaugurata, negli spazi sempre spalancati alla cultura del Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Transiti”, una personale dell’irachena Hadeel Azeez, curata da Antonello Petrillo. L’allestimento, che mette in mostra 20 opere ed abbraccia differenti linguaggi dell’arte, racconta il viaggio personale e simbolico di un’anima in perenne movimento. Una metafora chiara sulle continue “esperienze di transito dell’universo globale sociale, politico ed in particolar modo umano che ci circonda”, chiarisce l’artista, che nata a Baghdad è fuggita dall’Iraq per vivere da immigrata in Italia. Le scelte sono forti, talvolta sussurrate, e riflettono urgenze e paure di culture e tempi diversi, millenari eppure così contemporanei. Maschere, specchi, simboli e segni ci guardano negli occhi, e noi capiamo pur senza capire. La sua arte, lucida e malinconica, che parte da lontano senza mai sottrarsi alla sua vera identità ci scaraventa nei pensieri di speranza e di solitudine del nostro tempo, tragicamente uguali un po’ ovunque.

“La pittura è il mio mondo, non ho un’immaginazione che non abbia l'odore dell'olio di lino!”

La mostra resterà aperta fino al 7 giugno, con ingresso gratuito.

Ivana Porcini

 

Cavalieri e oltre, Riccardo Dalisi alle Cavallerizze del Real Palazzo di Caserta

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Il 16 maggio alle ore 12 aprono le “Reali Cavallerizze” del Palazzo Reale di Caserta con la mostra ‘Cavalieri e oltre’ di Riccardo Dalisi.
L’esposizione, a cura della Soprintendenza di Caserta e Benevento con la collaborazione di Civita, è allestita nel nuovo spazio adiacente la facciata est del Palazzo Reale, che si apre per la prima volta dopo una lunga fase di restauri e realizzato proprio per essere sede di mostre ed installazioni di arte contemporanea.
Dalisi, architetto, designer, artista di livello internazionale, nato a Potenza e residente da sempre a Napoli, è presente in numerose collezioni private e in importanti Musei europei e d'oltreoceano (Musèe des Art Decoratifs, Parigi; Museo di arti decorative, Groningen - Olanda; Denver Art Museum, Denver-Colorado; Museo d'Arte, Montreal - Canada; Museo della Triennale di Milano).